Marche di Pianoforti

PIANOFORTI ITALIANI

FAZIOLI (solo pianoforti a coda) - in produzione

BORGATO (solo pianoforti a coda)- in produzione

CLEMENT- in produzione

SCHULZE POLLMANN (Bolzano) - in produzione

STEINBACH (Torino) - in produzione dal 1910

PIETRO ANELLI (Cremona) - produzione 1862 - 1968

FURSTEIN (prodotto dalla FARFISA) - in produzione

HERMANN - in produzione

BACHMANN

Oldani

Cesare Augusto Tallone - in produzione dal 1950

MAGRINI & SOHN - fine produzione nel 1930

ANELLI (Cremona) - in produzione

PERRONE & MAZA (o PIETRO MAZA) - fuori produzione

RUD SOHN (sottomarca di PIETRO MAZA) - fuori produzione

MENZEL (sottomarca di PIETRO MAZA) - fuori produzione

Aymonino - fuori produzione

G.MOLA (Torino) - fuori produzione

Brizzi e Niccolai (Firenze) - produzione dal 1844 fino ai primi anni del '900

C:BAER (Torino) - produzione 1850 - 1960

Mach (Napoli)

Storia della casa produttrice Borgato

LUIGI BORGATO nato nel 1963 , assieme alla moglie PAOLA BIANCHI, progetta e costruisce pianoforti gran coda da concerto di concezione innovativa, apprezzati da noti pianisti di fama internazionale. Tutti i pianoforti BORGATO vengono costruiti completamente a mano uno per uno, unica realtà di vero artigianato nel suo settore. BORGATO presenta il suo primo pianoforte gran coda da concerto modello BORGATO L 282 al Congresso tecnico europeo "Europiano", svoltosi a Pesaro nell'aprile 1991. Ispirandosi ad un'idea di Beethoven *, BORGATO costruisce i suoi pianoforti gran coda da concerto BORGATO L 282 dotandoli di quattro corde percosse per nota da metà tastiera agli acuti - 44 tasti - brevetto BORGATO. Ispiratosi a composizioni scritte per pianoforte con pedaliera **, BORGATO progetta brevetta e costruisce un nuovo strumento il "DOPPIO BORGATO", il primo doppio pianoforte gran coda da concerto con pedaliera. Lo presenta nel settembre 2000 a Perugia, al "Meeting del pianoforte - 300 anni dalla nascita", aprendo una nuova pagina per il mondo musicale, poiché questa sua ultima creazione offre nuove possibilità ad interpreti e compositori. Il DOPPIO BORGATO L 282 - P 402 è costituito da due pianoforti gran coda da concerto sovrapposti. Lo strumento sovrastante è un pianoforte gran coda BORGATO modello L 282. Lo strumento sottostante è un pianoforte gran coda BORGATO modello P 402, azionato da una pedaliera di 37 pedali, con estensione di 3 ottave gravi (La 27,5 Hz - La 220 Hz), simile ad una pedaliera d'organo. Un pedale di "risonanza" applicato al pianoforte con pedaliera aziona contemporaneamente le meccaniche degli smorzatori dei due pianoforti. * - Ludwig van Beethoven commissionò al costruttore Conrad Graf un fortepiano con quattro corde percosse per nota. Lo strumento è visibile alla sua casa natale a Bonn. ** - Wolfgang Amadeus Mozart nel 1785 possedeva un fortepiano a pedali indipendente, costruito appositamente per lui da Anton Walter. Nel manoscritto autografo del Concerto in Re minore K 466, composto in quell'anno, è riflessa l'ampiezza dell'estensione dei bassi. Inoltre nelle lettere del padre è menzionato l'uso, da parte di Wolfgang, del suo pianoforte a pedali in pubblico. Nei secoli 19° e 20° altri compositori scrissero musica per pianoforte a pedali, tra questi: Robert Schumann, Franz Liszt, Charles Valentin Alkan, Camille Saint-Saëns, Charles Gounod...

Storia della casa produttrice Fazioli

La Fazioli (propriamente Fazioli Pianoforti s.r.l.) è una azienda italiana produttrice di pianoforti con sede a Sacile (PN), in località Ronche. L'impresa è nata alla fine degli anni settanta da un'idea del pianista ed ingegnere Paolo Fazioli, che riunì attorno a sé una squadra di tecnici (studiosi di acustica, tecnologi del legno e pianisti) nell'intento di costruire pianoforti a coda di alta qualità e dotati di un timbro caratteristico e originale. L'azienda viene costituita formalmente nel gennaio del 1981. Nel corso degli anni '80 e '90 la Fazioli ha acquisito una crescente popolarità per il valore artistico dei propri strumenti, apprezzati da numerosi pianisti, tra cui Aldo Ciccolini (presente ai più importanti concerti della Fazioli Concert Hall, dove ha suonato ottenendo sempre un successo strepitoso), Vladimir Ashkenazy, Alfred Brendel, Angela Hewitt, Murray Perahia e Herbie Hancock. Nel 2003, 21 pianoforti Fazioli furono utilizzati a New York durante la cerimonia di commemorazione delle vittime dell'11 settembre, quando fu eseguita in prima assoluta mondiale la Sinfonia per 21 pianoforti di Daniele Lombardi. La casa produce attualmente sei modelli, fra cui l'F308, uno dei più lunghi pianoforti in commercio (3,08 m di lunghezza). Ai pianoforti Fazioli è dedicato un capitolo del libro La bottega del pianoforte di Thad E. Carhart (Ponte alle Grazie, EAN 9788879285148, titolo originale: The Piano Shop on the Left Bank).

Storia della casa produttrice Schulze-Polmann

Schulze Pollmann nasce dalla fusione di due aziende tedesche trasferitesi in Italia. Il suo fondatore Paul Pollmann, dopo aver prestato per diversi anni la sua opera in qualità di tecnico, presso la Ibach di Barmen e la Steinway & Sons di Amburgo, diede vita ad una propria fabbrica a Unna. Nel 1923 la nuova fabbrica si trasferì a Torino mentre, quasi contemporaneamente, un'altra rinomata Casa, la Schulze di Zwickau, si trapiantava a Bolzano. Nel 1928 le due Case si univano e davano origine alla attuale Schulze Pollmann, che fu diretta fino al 1942 dal suo fondatore Paul Pollmann. La Schulze Pollmann, tra gli anni '50 e gli anni '70, ebbe come direttore tecnico Hans Pollmann, figlio del fondatore; specializzatosi alla scuola paterna, per alcuni anni diresse anche la nota Casa Schimmel di Braunschweig. L'Azienda, negli ultimi anni, ha sviluppato fortemente la propria attività dando vita a nuovi stabilimenti per soddisfare la domanda sempre crescente di pianoforti Schulze Pollmann verticali e a coda. Grazie al suo personale altamente qualificato e all'adozione delle più aggiornate macchine a controllo numerico, capaci di garantire un alto livello di affidabilità in ogni fase della lavorazione, la Schulze Pollmann rappresenta oggi una delle migliori produzioni europee. L'origine stessa della Schulze Pollmann spiega come i suoi pianoforti presentino i noti requisiti di solidità, resistenza al tempo, pastosa e robusta sonorità, caratteristiche tipiche della grande tradizione tedesca. Nel rispetto assoluto di questi principi, la Schulze Pollmann è riuscita ad includere gli elementi più genuini dell'elegante gusto italiano, fondendo sapientemente tradizione, tecnologia ed estetica.

Storia della casa produttrice C.Baer

LA STORIA - Nel 1850 l'ingegner Cesare Berra costruisce il suo primo pianoforte e fonda una delle più antiche e famose fabbriche di pianoforti di Torino. Nel 1886 Cesare e Giuseppe Berra operano nel loro atelier di via Principe Tommaso 31 e, nel '97 abbiamo notizie di un Giovanni e un Pietro Berra che gestiscono la fabbrica C.BAER. Nel periodo fra le due guerre il loro vecchio "Baionetta" viene sostituito da un primo modello a "Meccanica scoperta" e, dopo la seconda guerra mondiale, prendono contatti sistematici con la Germania e creano uno splendido 120 di cui esistono ancora numerosi esemplari. Negli anni '60 la fabbrica è costretta a chiudere come decine di altre a Torino. OGGI - Il desiderio di offrire uno strumento di solida fattura, assoluta affidabilità, con caratteristiche foniche pari a quelle degli strumenti europei ma con un prezzo decisamente competitivo, ha spinto alcuni rivenditori a cercare collaboratori in Estremo Oriente disposti a soddisfare tutte queste esigenze. Il pianoforte C.BAER è il frutto di questa cooperazione e con esso si è voluto far rinascere lo storico e prestigioso marchio torinese del Novecento. Per rendere questo strumento particolarmente interessante rispetto ad altri di provenienza extraeuropea, si è deciso di intervenire direttamente in tutte le fasi critiche della sua realizzazione scegliendo i componenti (meccanica, tavola armonica, corde, ecc...) e verificando il processo di produzione (fase dell'intonazione, registrazione e accordatura dello strumento) direttamente nei laboratori italiani.

Storia della casa produttrice Anelli

ANELLI, famiglia - Antonio, organaro (S. Stefano al Corno , 1795 - Codogno, 1883) Il DBI scrive che era nato a S. Stefano Lodigiano. Soprannominato `el Pitturin', era un artigiano assai versatile: scolpiva statue di santi in legno, faceva il pittore, decorava e indorava candelabri e cornici. Vi sono chiese nel Piacentino e nel Lodigiano, ha scritto lo Spezzaferri, interamente rifinite da lui, dall'organo, ai quadri, ai candelabri. Nel 1836 trasferì la sua attività a Codogno. Ebbe un figlio, Gualtiero , qui nato nel 1841. Pietro, costruttore di pianoforti e organi (Pianello Val Tidone , 17 lug. 1863 - Cremona, 27 gen. 1939) Figlio di Gualtiero (che aveva costruito con Giuseppe Cavalli l'organo del duomo di Bobbio e quello della chiesa di Pianello), nel 1880 andò a lavorare a Genova con l'organaro inglese George Trice, che era impegnato nella fabbricazione dell'organo monumentale della Concezione di quella città. Anche se il Tarrini nel libro sul Trice non dedica molto spazio all'Anelli, questi successivamente divenne suo socio e la ditta prese la ragione sociale `Trice, Anelli & C'. Nel 1886 costruì gli organi di S. Marco a Venezia e di S. Fedele a Verona. Nel 1891 ritornò a Codogno e, tralasciata la cotruzione degli organi, si dedicò a quella dei pianoforti. Nel 1909 trasferì la fabbrica a Cremona. Nel 1918, essendosi questa ampliata notevolmente, trasformò la ditta in società per azioni. Nel 1922 brevettò la tastiera a leva registrabile, nel 1924 produceva 4 pianoforti al giorno, esportandone diversi, nel 1935 brevettò la meccanica a ripetizione, mentre, negli ultimi anni lavorò a un pianoforte di piccole dimensioni ma di grande sonorità, il `verticoda'. Ebbe 4 figli nativi di Cremona che continuarono nell'attività di famiglia.

Storia della casa produttrice Oldani

La tradizione dei pianoforti della Ditta Oldani ha un'origine lontana nel tempo e risale al nonno, anch'egli di nome Giovanni, nato nel 1870. Negli anni '20 con i figli Giuseppe e Vittorino ed altri, entra in società con lo spagnolo Pedro Pombia nella costruzione dei piani a cilindro, degli organi a manovella, allora molto in voga, e dei pianoforti. Gran parte della produzione è destinata all'esportazione e numerose onorificenze testimoniano l'alta qualità degli strumenti prodotti. Successivamente, liquidati tutti i soci, il 26 Febbraio 1934 il Consiglio Provinciale dell'Economia di Novara rilascia a Vittorino Oldani l'attestato d'iscrizione: "FABBRICA DI PIANOFORTI E FALEGNAMERIA". Nasce così la Ditta Oldani Pianoforti con a capo i fratelli Giuseppe e Vittorino. Negli anni '60 la costruzione artigianale degli strumenti è stata abbandonata per dedicarsi esclusivamente alla vendita delle primarie Case sia europee che giapponesi ed americane, nonché alle riparazioni, ai noleggi ed al servizio concerti. Nel 1961 Giovanni, figlio di Vittorino, inizia l'apprendistato nella "bottega artigiana" di famiglia e, grazie a EUROPIANO (Associazione Europea dei Tecnici del pianoforte) ha la possibilità di partecipare ai corsi tecnici tenuti nelle più prestigiose fabbriche di pianoforti. L'opportunità di confrontare il metodo di lavoro appreso con quello dei tecnici europei, giapponesi e americani è importante per la formazione del proprio bagaglio tecnico.

Storia della casa produttrice Clement

Pianoforti "Italian Style" tutti con corde in acciaio tedesco Roeslau, martelliera tedesca Abel, somiere tedesco Blomberger. La storia della Clement nasce a Tesero nella val di Fiemme in trentino. La valle di produzione dei migliori abeti rossi "sonori" utilizzati anche da Stradivari per costruire i suoi famosi violini. La storia della Clement si incrocia con l'originale tecnico progettista Bozzetta e infatti la fabbrica originariamente produceva pianoforti Bozzetta e poi diventarono Clement. Dalla scuola Bozzetta usci anche Enrico Ciresa che dopo aver accumulato esperienza sulla scelta del legname avviò una propria attività specializzata in tavole armoniche della val di Fiemme.

Storia della casa produttrice Hermann

I pianoforti Hermann sono costruiti per mantenere nel tempo la bellezza del suono; tutto è progettato in funzione di questo risultato. La costruzione è eseguita in maniera assolutamente tradizionale con legni massicci, opportunamente stagionati e componentistica tecnica di assoluta qualità. Nell'assemblaggio e nella registrazione di ogni strumento vengono utilizzate anche le più moderne tecnologie per il controllo di ogni minimo dettaglio; questo anello di congiunzione tra passato e futuro determia l'ottimale rapporto qualità-prezzo che è la carta vincente del pianoforte Hermann. L'acciaio armonico tedesco "Röslau" è un elemento fondamentale per la perfezione del suono Hermann

All'interno dei pianoforti italiani dovete trovare questi tre marchi

affinchè il prodotto sia di buona qualità.

PIANOFORTI TEDESCHI

GROTRIAN STEINWEG - in produzione dal 1835

 STEINWAY & SONS (vedi STATI UNITI) - in produzione

IBACH

Sauter

Alexander Hermann

RUD. JBACH SOHN BARMEN - dal 1794 - ora fuori produzione

BECHSTEIN (Berlino) - fuori produzione

ZIMMERMANN

(sottomarca della BECHSTEIN) - in produzione

W.Hoffmann (sottomarca della BECHSTEIN) - in produzione

SEILER

SCHIMMEL (Lipsia) - in produzione dal 1885

STEINGRAEBER & SOEHNE

ERNEST KAPS - fuori produzione

HOFFMANN & KUHNE

STEINBERG BERLIN - fuori produzione

ROSLER G.

SCHIEDMAYER (Berlino)

SCHIEDMEYER (vedi GIAPPONE) - in produzione

BLUTHNER

NEUMEYER BERLIN - fuori produzione

FERDINAND THURMER

N.GLEISBERG BERLIN

RUDOLPH

RITMULLER - in produzione

AUGUST FORSTER (Lobau-Sassonia) - in produzione dal 1859

Schiedmayer & Soehne Stuttgardt - fuori produzione

J.RAMSPERGER STUTTGART (Stoccarda) - produzione 1839-1903

E.KRAUSS BERLINO - non più in produzione

Romhlidt Weimar - produzione 1845-1925

Ferd.Manthey - fine produzione nel 1983

Ferdinand Thurmer - in produzione dal 1834

Silbermann - fuori produzione

RÖNISCH - in produzione dal 1845

Niendorf (Berlino)-acquisita dalla Zimmerman e infine dalla Bechstein nel 1936

Bluthner (Lipsia)

Westermeir (Berlino)

W.Olbrich & co. (Glatz)

 

Storia della casa produttrice Grotrian-Steinweg

Grotrian-Steinweg è una casa tedesca produttrice di pianoforti. La casa venne fondata nel 1835 da Heinrich Engelhard Steinweg a Seesen. Ancora oggi la ditta appartiene alla famiglia Grotrian-Steinweg. Dal 1974 gli strumenti vengono costruiti nella fabbrica di Braunschweig. Storia Dalla fondazione al 1931 A Friedrich Grotrian, nato nel 1803 a Schoeningen, nei dintorni di Braunschweig, si deve l'avvio delle attività di costruzione di pianoforti della famiglia. Nel 1830 cominciò un'attività di vendita di strumenti musicali, alcuni dei quali da lui stesso costruiti, a Mosca. Quando suo zio morì, gli lasciò un'ingente eredità, con la quale torno in patria 25 anni dopo averla lasciata. Lì divenne un vero e proprio imprenditore e conobbe Theodor Steinweg. Poco dopo si associò alla ditta di Heinrich Engelhard Steinweg (che poi emigrò negli Stati Uniti e col nome di Henry E. Steinway fondò la Steinway & Sons). In breve tempo la fabbrica fu trasferita di sede e altri imprenditori e costruttori si unirono ad essa. Friedrich Grotrian morì nel 1860. Nel 1865 Theodor Steinweg vendette la sua parte ed emigrò a New York. A quel punto la fabbrica prese il nome di C.F.Th.Steinweg Nachf, retta da Wilhelm Grotrian, figlio di Friedrich. Dato che circa cinquant'anni dopo ci fu una disputa sul nome con la Steinways, la ditta assunse l'attuale nome di Grotrian-Steinweg. Nel 1895 a Wilhelm si affiancano i due figli, Kurt e Willi. L'importanza e la dimensione della ditta crescono. Diverse famiglie regnanti europee si affidano alla Grotrian-Steinweg come fornitore ufficiale di pianoforti, tanto che gli stemmi di queste famiglie vengono riprodotti sui pianoforti e alcuni di essi si trovano ancora oggi sui nuovi strumenti. Nel 1913 l'azienda supera i 500 dipendenti, che crescono ad oltre 1000 dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. Annualmente uscivano dalla Grotrian-Steinweg oltre 1500 pianoforti e vennero aperte delle succursali a Lipsia, Berlino, Hannover, Kaliningrad e Düsseldorf. All'epoca a Lipsia venne pure fondata una Grotrian-Steinweg Orchester, orchestra di notevole successo. La guerra creò non pochi problemi alla ditta. Le disavventure di Kurt, la mancanza di materie prime e la mancanza di lavoratori, portarono la ditta a non poter soddisfare gli ordini e quindi Willi decise di ridimensionare le attività. Poco dopo la fine della guerra, però, la fabbrica tornò ai suoi antichi splendori, tanto che nel 1920 venne fondata la Grotrian-Steinweg Limited a Londra e nel 1925 la Grotrian-Steinweg Company nel Delaware. Kurt morì il 25 febbraio 1929 e Willi il 2 maggio 1931. Dal 1931 al presente Gli eredi delle attività di Willi furono Erwin e Helmut, già presenti nella ditta dal 1928. Durante la Seconda Guerra Mondiale la fabbrica venne riconvertita alla produzione di aerei e il 15 ottobre 1944 venne distrutta dai bombardamenti aerei. Oggi Nel 1974 la fabbrica si trasferì per la terza volta nella sua storia. La fabbrica ha una superficie di oltre 10.000 metri quadrati, produce 11 modelli differenti di pianoforti che esporta in oltre 70 paesi in tutto il mondo. Annualmente dalla fabbrica escono circa 600 strumenti.

Storia della casa produttrice Schimmel

Quattro generazioni: una passione. Successo e passione sono le qualità dimostrate da Wilhelm Schimmel, il fondatore dell’azienda: poco dopo il completamento della sua formazione come produttore di pianoforti, ha stabilito il suo laboratorio a Lipsia e prodotto il suo primo pianoforte, all'inizio del 1885. I suoi strumenti sono stati impressionanti per la loro tecnica avanzata, il tono e ottima forma contemporanea. Sia lui che il suo slogan "La qualità prevarrà" sono stati la ragione del suo successo. Nel 1927, suo figlio Wilhelm Arno Schimmel ha assunto la gestione della società e trasferito il sito a Braunschweig (Brunswick), dove ha sviluppato una delle innovazioni più importanti del 1930: un piccolo pianoforte, senza registri con una azione di nuova concezione e un carattere unico tonale. L'impresa familiare ha continuato a prosperare: entro la fine del 1950, gli strumenti Schimmel prodotti in Germania sono stati i pianoforti più frequentemente acquistati e che sono stati inviati in tutto il mondo. Nel 1961, Nikolaus Wilhelm Schimmel divenne capo della società incentrata sulla continuità di espansione dell'impresa fin nella terza generazione. L'aumento dei volumi di vendita ha richiesto la costruzione di un nuovo sito aziendale nel quale la ricerca e lo sviluppo sono stati ampliati e intensificati. Accanto alla Schimmel Serie Classic, l'azienda ha sviluppato il Schimmel Konzert Serie su un periodo di circa 20 anni, consolidando la posizione di punta del gruppo nel mercato. Nel 2003, Nikolaus Wilhelm Schimmel è passato alla gestione della società Hannes Schimmel-Vogel. In aderenza alla slogan della fondazione "La qualità prevarrà", ha completato la gamma di prodotti con modelli aggiuntivi di Serie Konzert e la progettazione concettuale della famiglia allargata del marchio Schimmel. Questo coraggio in materia di innovazione e la passione per la fabbricazione di pianoforti si caratterizzerà anche nel futuro sviluppo dell'azienda di famiglia.

Storia della casa produttrice Bechstein

Bechstein è un fabbricante tedesco di pianoforti. L'azienda venne fondata il 1 ottobre 1853 da Carl Bechstein a Berlino. Per numerose generazioni di pianisti il marchio Bechstein è stato sinonimo di eccellenza in questo genere di strumento musicale. Compositori come Liszt, Wagner e Brahms hanno suonato su questa marca di pianoforti così tipicamente tedesca Bechstein ha una lunga tradizione di sostegno alla cultura musicale pianistica, specialmente indirizzata ai giovani pianisti. La Bechstein aprì a Berlino una sala da concerto che - un tempo - è stata il centro della vita musicale berlinese.

Storia della casa produttrice Ibach

Rud Ibach è stato uno dei più grandi costruttori tedeschi, i suoi strumenti godono di grande stima da parte dei musicisti. La ditta è stata fondata nel 1794 a Barmen (Adolph Ibach & Sohne) e ha prodotto strumenti di alta qualità, apprezzatissimi da molti musicisti dell'epoca; Richard Wagner autografò una sua fotografia con dedica: "Seinem freundlichen Tongehilfen Rudolf Ibach dankbarlichs Richard Wagner, 1882". Anche altri grandi nomi apprezzarono il marchio: Liszt, Sauer... Ibach tuttavia non si accontentò di produrre strumenti dalla voce magnifica, egli (da grande costruttore quale fu) pose anche particolare attenzione all'estetica del pianoforte, utilizzando spesso essenze pregiate e finiture ricercate.

Storia della casa produttrice Ritmuller

Ritmuller pianos have entered a new era in their proud history. The entire line has been re-engineered to reflect a new commitment to a classic heritage and standard of excellence. Pearl River Piano Group has commissioned international master piano designer Lothar Thomma to start with the basics of German precision craftsmanship and create a new piano standard based on the latest in international music science and technology. The result is a collection of both upright and grand pianos that compare admirably on every level. Precision components of the new pianos are produced by advanced CNC digital machinery then assembled by expert craftsmen to ensure a blend of both technical superiority and artistic excellence. Roslau strings and Louis Renner premium hammers from Germany, ebony wood sharps, and solid spruce soundboards are just a few examples of the standards of quality and workmanship that comprise every new Ritmuller piano. The Ritmuller Piano Company was founded in 1795 and soon became one of Europe’s most innovative manufacturers. Ritmuller conceived of the double soundboard that resulted in the characteristic warm, rich tone now called the “Euro Sound.” Mr. Thomma and his staff continue the tradition of excellence and innovation using a combination of old world tradition and state-of-the-art computerized manufacturing techniques. The new Ritmüller pianos are manufactured by the Pearl River Piano Group. Their factories are the largest in the world. They have received both the ISO 9001 Certificate for Management System Standards and the ISO 4001 Certificate for Environmental Management Systems.

PIANOFORTI CECOSLOVACCHI

PETROF (o PETROV) - in produzione dal 1864

ROSLER (vedi CINA) - in produzione

SCHOLZE (vedi CINA) - in produzione

Seidl & Sohn

WEINBACH

ANTON TOMASCHEK

Rous

Kaspar

 

Storia della casa produttrice Petrof

Petrof, un nome abbinato a quello dei più grandi protagonisti della musica classica e moderna. Ma soprattutto, un successo di dimensione planetaria, testimoniato da oltre 500.000 pianoforti venduti in tutto il mondo. Per ricostruirne la storia, bisogna risalire al 1864, quando Antonìn Petrof, il fondatore, realizzò il primo pianoforte a Hradec Kràlové, in Cecoslovacchia. Perizia e passione di certo non mancavano al giovane Antonìn che, dopo anni di duro lavoro e perfezionamento, condusse l'azienda ad una rapida ed inarrestabile crescita. Già nel 1864 si registra, infatti, l'esportazione del primo pianoforte all'estero e, due anni più tardi, l'apertura di una grande negozio a Vienna. Con l'ingresso dei figli di Antonìn nella conduzione dell'azienda, nel 1908, venne assicurata la continuità degli originali canoni produttivi e degli elevati standard qualitativi imposti dal fondatore ai suoi pianoforti. In quegli anni, infatti, il Petrof era già uno strumento conosciuto ed apprezzato. All'inizio degli anni '30 alla guida dell'azienda subentrò la terza generazione dei Petrof, che 18 anni più tardi, per effetto dei cambiamenti politici avvenuti nel paese, dovette cedere il controllo al governo che ne aveva decretato la statalizzazione. Seguirono 40 anni di totale dominio pubblico, senza che questo intaccasse il prestigio nè la qualità del marchio Petrof. Nel 1991, grazie ai cambiamenti politici che hanno rivoluzionato il quadro politico dell'est europeo, l'impresa è ritornata sotto il controllo della famiglia Petrof, riacquistando nuovo slancio e vigore imprenditoriale. Dopo la privatizzazione è stato realizzato, ad esempio, un completo adeguamento tecnologico che ha portato, tra l'altro, alla creazione, nel 1994, di un importante centro di ricerca munito, tra l'altro, della più grande sala di misurazione multi-volume a totale assorbimento acustico della Repubblica Ceca. Petrof è oggi la più grande industria europea di pianoforti e, con queste credenziali è pronta ad affrontare le sfide che provengono dai mercati internazionali: 16 modelli di pianoforti verticali e 10 linee di pianoforti a coda disponibili, tutti con diversi rivestimenti ed altrettante misure. Una vasta gamma di opzioni, per offrire a ciascuna esigenza la giusta dose d'emozioni.

PIANOFORTI POLACCHI

Betting - prodotti su licenza e con meccanica originale della Kawai

Legnica - in produzione

PIANOFORTI SVIZZERI

BURGER & JACOBI - in produzione

L. SABEL

A. Schmidt-Flohr Bern

Storia della casa produttrice Burger & Jacobi

Jacobi - Fam. di fabbricanti di pianoforti a Bienne, originaria di Günsberg, più tardi di Bienne. Heinrich Christian Johann (1791-1879), di Walthershausen (Turingia), fu attivo dal 1842 quale costruttore di pianoforti a Thun. Hermann Emil (1852-1928), suo figlio, compì, come i suoi due fratelli maggiori, un apprendistato presso il padre. Dopo un periodo di garzonato di alcuni anni a Basilea, Parigi e Zurigo, nel 1879 si associò con Christian Burger (1842-1925), suo futuro suocero, a sua volta costruttore di pianoforti, che nel 1875 aveva trasferito a Bienne la propria fabbrica, fondata a Burgdorf tre anni prima. Denominata Pianofabrik Burger & Jacobi, nel 1882 la ditta traslocò a Madretsch (oggi com. Bienne) ed ebbe un rapido sviluppo, grazie in particolare all'iniziativa di Hermann Emil. Egli fu cofondatore dell'ass. degli artigiani di Bienne e della Camera degli impiegati e delle arti e mestieri di Berna, pres. dell'Unione sviz. dei fabbricanti di pianoforti e membro del municipio di Madretsch e del consiglio com. di Bienne. Hermann Heinrich Christian (1887-1956), Granconsigliere bernese (1933-46), Edwin Hugo Hans (1890-1982), fondatore e primo pres. (1928-44) della Soc. teatrale di Bienne, e Werner Lukas Guido (1892-1977), consigliere com. di Bienne e membro del Consiglio patriziale (1934-54), suoi figli, furono anch'essi attivi nella ditta, come Ernst (1874-1934) e Hans (1910-1988), risp. figlio e abiatico di Christian Burger. Franz Hugo ( 1918), esponente della terza generazione della fam., lavorò nell'impresa, mentre Rudolf Hermann ( 1917) ne fu comproprietario e membro del consiglio di amministrazione. Nel suo periodo di massimo splendore, la ditta fabbricava ca. 800 pianoforti l'anno. Durante la crisi economica degli anni 1930-40 ripiegò sulla produzione di casse per apparecchi radiofonici e dal 1973 ospitò l'officina dell'Ass. sviz. dei fabbricanti di pianoforti. La Burger & Jacobi nel 1984 impiegava ancora 45 dipendenti, prima di essere rilevata dal commerciante di pianoforti Jean-Claude Häfliger, che fece bancarotta nel 1988. Anche Marcus William Gerold (1891-1969), pittore, figlio di Hermann Emil, e Klaus, figlio di Werner Lukas Guido, furono membri della fam.

PIANOFORTI AUSTRIACI

BOSENDORFER o BOESENDORFER - in produzione dal 1828

Florian Gossl (poi JOSEF UND ADOLF GOSSL) Vienna - fuori produzione

Hofmann & Czerny (Vienna) - in produzione dal 1902 (della Burger & Jacobi dal 1991)

Johann Heitzmann (o Joh. Heitzmann & Sohn, Wien) -produzione 1849-1949

Carl Dorr, Wien - produzione 1817-1920

Lotha

Reinhold (Vienna)

Ehrbar (Vienna)

Baumbach

J. Schneider (Vienna)

Rudolf Stelzhamer (Vienna)

Prosch (Vienna)

Karl Kutschera (Vienna)

Czapka & Sohn

Polorny Piano Forte Fabrik (Vienna)

Skop

Wendl

Hlawatsch (Vienna)

 

 

Storia della casa produttrice Bosendorfer

La Bösendorfer (L. Bösendorfer Klavierfabrik GmbH) è una fabbrica di pianoforti austriaca, dal 2008 consociata al gruppo Yamaha. I pianoforti Bösendorfer sono famosi per il loro suono cupo, corposo, bilanciato e per la maniacale cura impiegata per la costruzione di questi strumenti. Inoltre, l’azienda è nota per la produzione di strumenti musicali con 97 e 92 tasti, oltre ai modelli standard a 88 tasti. La Bösendorfer, una delle più antiche fabbriche di pianoforti ancora in attività, fu fondata da Ignaz Bösendorfer nel 1828. Fin dai primi anni si mise in luce per la produzione di strumenti musicali di alta qualità; nel 1830 per questo motivo ottenne il ruolo di costruttore ufficiale di pianoforti dell'Imperatore d’Austria. Il figlio di Ignaz, Ludwig Bösendorfer (15 aprile, 1835 – 9 maggio, 1919) sostituì il padre alla guida dell'azienda nel 1859 e un anno dopo stabilì la sede della fabbrica in nuovi edifici. Tra il 1872 e la sua chiusura, nel 1913, la Bösendorfer-Saal (Auditorium Bösendorfer) fu una delle sale da concerto più frequentate di Vienna. Nel 1909 la fabbrica venne acquistata da Carl Hutterstrasser, succeduto alla sua morte, avvenuta nel 1931, dai figli Alexander e Wolfgang. Nel 1966 la Bösendorfer venne acquistata dalla Jasper Corporation (in seguito rinominata in Kimball International) e ritornò in mani austriache solo nel 2002, quando fu acquistata dal Gruppo BAWAG PSK. La BAWAG a sua volta acconsentì alla vendita della fabbrica alla Yamaha il 20 dicembre 2007 e le due compagnie si uniranno ufficialmente nel 2008. La Bösendorfer fu la prima azienda a costruire pianoforti con estensione maggiore dei canonici 88 tasti, prima con il modello Imperial Grand (Model 290), da 97 tasti, successivamente con il Model 225, che ne ha 92. Le note aggiuntive, tutte nella parte bassa della tastiera, erano originariamente nascoste da un pannello mobile finalizzato a evitare pressioni accidentali dei tasti durante l'esecuzione; i modelli più recenti sono privi di questa caratteristica, e hanno semplicemente adottato una coloratura in nero invece del classico bianco per differenziarli dagli 88 tasti standard. Il suono dei pianoforti Bösendorfer è solitamente descritto come più cupo o ricco di armonici rispetto al suono dei concorrenti Steinway o Yamaha, ritenuti pianoforti dal suono più puro ma meno corposo. Sul modello Imperiale, queste caratteristiche qualità tonali derivano in parte dall'inclusione di 9 note basse aggiuntive. Queste furono inizialmente implementate onde permettere l’esecuzione di alcune trascrizioni di Busoni dei lavori per organo di Johann Sebastian Bach che richiedevano le canne da 32' (solitamente suonate con la pedaliera dell'organo). Siccome pochissima musica richiede l'uso diretto delle corde in più, queste contribuiscono indirettamente al timbro del pianoforte: quando le altre corde vengono messe in vibrazione, anche quelle dei bassi suonano per risonanza. Inoltre le note basse dei Bösendorfer hanno un suono molto potente, aggiungendo volume al timbro del pianoforte. L'ultimo nato dei prodotti Bösendorfer è CEUS – un pianoforte a coda controllato da un computer. L'apparecchiatura necessaria può essere installata sulla maggior parte dei pianoforti Bösendorfer, permettendo la registrazione in tempo reale dei pezzi eseguiti. La Bösendorfer costruisce sette modelli di pianoforte a coda (da 170 a 298cm) e un pianoforte verticale da 130 cm. Il modello Imperiale da 298 cm è uno dei più grandi pianoforti esistenti. Il fasciame di un Bösendorfer è piuttosto differente da quello degli altri pianoforti. Al posto di legname curvato attorno a una sagoma, esso è costituito da sezioni solide di abete rosso incollate assieme. L'abete rosso ha una trasmissione del suono migliore della sua riflessione. Questo forse è il motivo per cui i Bösendorfer tendono ad avere degli acuti delicati e dei bassi che evidenziano più la tonica fondamentale rispetto agli armonici. Ci sono altre due caratteristiche dei Bösendorfer che sono utilizzate solo da pochi altri costruttori di pianoforti. La prima è la barra capotasto rimovibile solo negli acuti, che semplifica la ricostruzione dello strumento. La seconda è la presenza di corde singole e non accoppiate, caratteristica questa che migliora la stabilità dell'accordatura, e riduce i danni in caso di rottura di una corda. Per poter raggiungere un mercato più ampio, la Bösendorfer progettò la Serie Conservatorio in modo da permettere l'acquisto di un pianoforte anche a università e istituti che non potevano permettersi un modello standard. La produzione dei due pianoforti Serie Conservatorio richiede minor tempo nelle aree non critiche, abbassando i costi di produzione e acquisto, rendendoli più economici rispetto ai modelli standard. La Bösendorfer ha prodotto alcuni pianoforti progettati appositamente e designati con il nome di famosi compositori, come Franz Schubert e Frédéric Chopin, e anche pianoforti atti a celebrare alcune occasioni speciali, ad esempio il 170° e 180° anniversario dalla fondazione della ditta. Un limitato numero di modelli 290SE, in occasione del passaggio di proprietà alla Kimball, venne munito di un'apparecchiatura volta a registrare l'esecuzione di un brano su nastro magnetico, in modo da riprodurlo attraverso gli attuatori elettromeccanici. Più tardi il modello 290SE venne munito di un'interfaccia in grado di collegarlo a un PC funzionante con Windows 3.1 per la registrazione, l'editing e il playback. Il sistema installato sul 290SE fu il primo pianoforte in commercio interfacciato a un computer che potesse riprodurre sia le note che l'intensità di un'esecuzione, ma il sistema non venne brevettato, e le altre compagnie presto introdussero delle tecnologie analoghe brevettate. Il termine 'SE' indica Stahnke Engineering, in riferimento a Wayne Stahnke, l'inventore di questo meccanismo. La Bösendorfer costruisce ogni anno un limitato numero di modelli artigianali, disponibili solo su ordinazione nell'anno in cui sono sviluppati. Ad esempio, il modello Swarovski Crystal Grand era ricoperto con 8.000 tra cristalli e lamine d'oro, ed era disponibile solo nel 2003, in occasione del 175° anniversario della fabbrica. Tre famosi architetti che hanno disegnato pianoforte per la Bösendorfer sono Theophil Freiherr von Hansen (1866), Josef Hoffman (1909) e Hans Hollein (1990). Nel 1990 vennero costruiti soltanto due modelli Hans Hollein 225, uno dei quail si trova nell'atrio del Westin Grand Bohemian Hotel a Orlando, Florida. Tra i primi pianisti ad essere associate alla Bösendorfer vi è Franz Liszt, che disse almeno una volta che I Bösendorfer e i Bechstein erano gli unici pianoforti in grado di sostenere la sua tecnica incredibilmente potente. Nelle sue memorie, Artur Rubinstein racconta di aver insistito a suonare su un Bechstein anziché sul solito Bösendorfer in occasione di un concerto in Austria. Dopo l'esecuzione, il responsabile della Bösendorfer volle incontrare il giovane pianista russo che rifiutò di suonare su un pianoforte tenuto in alta considerazione nell'ambiente musicale russo. Da allora Rubinstein disse di aver sempre cercato di suonare su dei Bösendorfer quando si trovava in Austria. Altri famosi pianisti che hanno suonato spesso sui Bösendorfer sono il russo Sviatoslav Richter, gli americani Cecil Taylor e Tori Amos;[12] il tedesco Wolfgang Rübsam, l'austriaco Walter Klien, l'irlandese John O'Conor, l'ucraina Valentina Lisitsa, l'italiano Giovanni Allevi.

PIANOFORTI FRANCESI

PLEYEL - in produzione

ERARD - fuori produzione

BOISSELOT E FILS - fuori produzione

 KRIEGELSTEIN - fine produzione nel 1930

Mussard Aine-Paris - produzione 1822-1930

Storia della casa produttrice Pleyel

Ignaz Joseph Pleyel (Ruppersthal, 18 giugno 1757 – Parigi, 14 novembre 1831) è stato un compositore, editore musicale e costruttore di pianoforti austriaco naturalizzato francese. Nato a Ruppersthal in Austria, figlio di Martin, maestro di scuola, il giovane Ignaz studiò musica prima presso il compositore Johann Baptist Vanhal, e poi, a partire dal 1772, fu allievo di Joseph Haydn ad Eisenstadt. Trasferitosi in Francia, dove assunse il nome francese di Ignace, lavorò a partire dal 1797 come editore musicale (la maison Pleyel); a lui si deve la prima edizione (1801) dei quartetti per archi del suo maestro Haydn. In seguito divenne uno dei più famosi costruttori di pianoforti francesi del XIX secolo, facendo concorrenza anche ad altri grandi altri artigiani come Sébastien Érard. Quando morì, nel 1831, gli successe, nella compagnia da egli stesso fondata, il figlio Camille. Una differenza sostanziale tra i pianoforti di Pleyel e quelli di Érard consiste anche nell'assenza, all'interno dei primi, del meccanismo del doppio scappamento, in quanto Pleyel seguiva le tecniche di costruzione degli artigiani inglesi. Il doppio scappamento, tuttavia, è oggi diffuso e generalmente presente in tutti i pianoforti a coda. I pianoforti di Pleyel sono tutt'oggi di grande prestigio, ed anche al suo tempo furono molto apprezzati da grandi compositori come Frédéric Chopin o Franz Liszt. Il primo, tra l'altro, asseriva di preferire, quando suonava per sé stesso, un pianoforte verticale che uno a coda, per un maggior senso di "intimità", che si riconosce nel timbro proprio degli strumenti di Pleyel.

PIANOFORTI INGLESI

John Broadwood & Sons - fuori produzione

BRINSMEAD & SONS - fine produzione nel 1980

JOHN BRINSMEAD & SONS LONDON

PIANOFORTI FINLANDESI

Fazel

PIANOFORTI GIAPPONESI

KAWAI - in produzione

YAMAHA - in produzione

BOSTON (sottomarca della KAWAY) - in produzione

Storia della casa produttrice Kawai

Storia della società - Koichi Kawai nacque ad Hamamatsu nel 1886: ancora adolescente, iniziò a lavorare nell'industria del pianoforte, diventando il rappresentante più importante del gruppo addetto alla ricerca e sviluppo, che introdusse questo strumento in Giappone. Inventore di talento, fu il primo che nel paese disegnò e costruì una meccanica per pianoforte; nel corso della sua vita acquisì molti brevetti per le sue invenzioni. Nel 1927 Koichi Kawai fondò la Kawai Musical Instruments con soli sette lavoratori alle sue dipendenze, tutti accomunati da una grande passione per la musica e dal desiderio di produrre pianoforti di qualità superiore. I primi anni furono però contraddistinti da un quadro internazionale irto di difficoltà: dopo la grave congiuntura economica del 1929, arrivò nel 1941 la seconda guerra mondiale, che portò immani distruzioni al Giappone. Anche la Kawai dovette nel 1945 risorgere dalle rovine. Nel 1955, alla morte del padre, l'appena trentatreenne Shigeru Kawai diventa presidente della società. Fin da allora egli seppe prevedere la futura espansione del settore dello strumento musicale: la sua politica fu allora quella di investire, oltre che nella produzione, anche nella rete commerciale e nell'attività di promozione sia aziendale sia artistica. Sua anche la scelta lungimirante di dedicare grande attenzione alle esportazioni. In Italia i pianoforti Kawai vengono importati dall'inizio degli anni '70, e sono subito apprezzati per qualità ed affidabilità. Nel 1978 viene prodotto il milionesimo esemplare (quota due milioni verrà poi raggiunta nel 1990). Nel 1989 Hirotaka Kawai, figlio di Shigeru, diventa presidente; Shigeru Kawai viene nominato Chairman. Il decennio successivo segna una svolta nelle ambizioni della Kawai: nel 1980 viene inaugurato nella fabbrica di Ryuyo un reparto ricerca e sviluppo, e già dal 1981 inizia la produzione del grancoda EX. Il primo EX esportato dalla Kawai fu inviato alla Furcht di Milano: il battesimo artistico all'estero per questo strumento è nel 1983, in un ciclo di tre concerti tenuti alla Sala Verdi del Conservatorio in collaborazione con la Dresdner Bank: al pianoforte i maestri Delli Ponti, Campanella e Perticaroli. Nel 1985 questo strumento viene poi selezionato per il concorso Chopin di Varsavia, tra i massimi a livello mondiale: da allora si sono succedute le affermazioni nei principali concorsi internazionali. Dal 1986 inizia la produzione di pianoforti digitali; questo bagaglio di tecnologia è stato poi utilizzato nella serie Anytime (in produzione dal 1994). Nel 1996 è la volta dei pianoforti Linden, in collaborazione con la Beijing Piano Factory (Cina). L'anno successivo la Kawai è stata insignita del prestigioso certificato ISO14001 per la qualità nella gestione dell'ambiente. Dal 2000 viene prodotta la prestigiosa serie di coda Shigeru Kawai, offerta in ogni nazione da pochi rivenditori selezionati e destinata alla clientela più esigente.

PIANOFORTI COREANI

SAMICK (Seoul) - in produzione

YOUNG CHANG - in produzione

ESSEX (sottomarca della YOUNG CHANG) - in produzione

SOJIN (PIANO CO.) - in produzione

Sejung

Storia della casa produttrice Samick

La Samick appartiene ad un gruppo di fabbriche di pianoforti di altissima qualità e che appartengono alla storia del pianoforte mondiale come la Seiler (Germania) e la Bechstein (Germania). La Samick è una prestigiosa marca di pianoforti che utilizza materiali di eccellenza come martelli tedeschi, corde tedesche. La progettazione è stata realizzata da famosi tecnici tedeschi. Il buonissimo rapporto qualità /prezzo li rende particolarmente interessanti.

PIANOFORTI CINESI

H. J. BERNSTEIN - in produzione

HEILMANN - in produzione

ROSLER (vedi REPUBBLICA CECA) - in produzione

SCHOLZE (vedi REPUBBLICA CECA) - in produzione

STEINBACH - in produzione

WEINBACH

PEARL RIVER - in produzione

FURCHT & SOHNE - in produzione dal 1949

Linden - prodotti su licenza e con meccanica originale della Kawai

Wendl-Lung

Storia della casa produttrice Pearl River

La Pearl River ha sede a Guangzhou, nella provincia di Guandong (Cina meridionale), protagonista di uno spettacolare decollo economico. Con cento dipendenti e sei negozi nel 1956, nei suoi tempi pionieristici l'azienda lavorava soprattutto a riparazione e rigenerazione dei pianoforti di seconda mano. Presto i tecnici raggiunsero risultati soddisfacenti negli esemplari di propria produzione, e presto inziò l'export verso Hong Kong. A fine anni Ottanta, Pearl River si era già imposto come primo produttore sul mercato interno. Da quel momento la produzione ha registrato spettacolari miglioramenti qualitativi, grazie anche al ricorso alla consulenza di tecnici stranieri. Alla fine del 2000, la produzione ammontava a 72.000 strumenti, che assicuravano all'azienda il 60% del mercato interno ed il 50% delle esportazioni. I recenti investimenti in espansione e modernizzazione produttive sono ispirate ad un'ideale armonia tra sapienza artigianale e avanzamento tecnologico. Recentemente è stato concluso un importante accordo con la Steinway & Sons per la produzione della linea di pianoforti Essex.

PIANOFORTI ESTONI

ESTONIA - in produzione

Storia della casa produttrice Estonia

The Estonia piano is one of the world’s most limited production instruments, with only a little over 400 Estonia pianos hand-crafted each year. Estonia pianos are crafted in Tallinn, the capital city of the country of Estonia, just across the Baltic Sea from Finland. Estonia pianos have a history dating back to 1893, yet the Estonia piano had been on of the best-kept secrets in the piano industry. Now the word is out with more than 200 newspapers nation wide reporting on the Estonia, with an article in Forbes magazine and with recommendations from countless teachers and technicians who have fallen in love with its rich warm romantic tone. Immaculate workmanship and gorgeous casework are hallmarks of the Estonia piano. Luminaries from Van Cliburn to Ray Charles have waxed poetic about the Estonia pianos. Estonia focuses all of its energies on making only grand pianos. Long the secret of Eastern Europe’s world-class concert artists, Estonia is now a favorite around the world. The country’s low labor rate and old-world high quality workmanship, and the fact that we buy the pianos directly from the factory, make it a unique value. Estonia is unique in the world of piano building, having at its helm a pianist with a PHD in piano from the world-renowned Julliard School of Music, Indrek Laul. When we purchase European pianos from most other companies it is from a US distributor. That distributor has an owner and sometimes a president, a general manager, district sales reps, etc. All of these folks need to get their piece of each piano sold. This causes one of two things, either a lessening of the quality of the materials used or a very large increase in price. With the Estonia piano we buy it directly from Dr. Laul, owner of the company, cutting out all of the middle men and allowing us to buy a piano with world class components found in most pianos selling for 2,3 and 4 times the price of an Estonia. The price of the Estonia piano is often times not much more than many mass produced Asian pianos.

PIANOFORTI AMERICANI

STEINWAY & SONS - in produzione

KIMBALL - in produzione

ESTEY

George Steck (vedi SEJUNG-Corea)

Kranich&Bach

Sohmer & sons (New York)

FALCONE - in produzione

Storia della casa produttrice Steinway & Sons

Heinrich Steinweg, nato Heinrich Engerlahrd Steinway (17 febbraio 1797 – 7 febbraio 1871), è stato un costruttore di pianoforti di origine tedesca. Trasferitosi a New York, e cambiato il proprio nome in Henry E. Steinway, fondò nel 1853 la fabbrica di pianoforti americana "Steinway & Sons". Il primo pianoforte che Heinrich costruì vide la luce nella cucina della sua casa tedesca di Seesen. Dal momento in cui egli fondò la Steinway & Sons, furono costruiti 482 pianoforti. Il primo pianoforte prodotto dalla Steinway, il numero 483, fu venduto ad una famiglia americana di New York al prezzo di 500 dollari americani. Adesso il pianoforte è esposto al Metropolitan Museum of Art. Nei successivi 40 anni, Henry, insieme ai suoi figli, Henry Jr., Albert, C.F. Theodore, William, e Charles, ha gradualmente portato allo sviluppo il pianoforte moderno. Almeno metà delle 114 invenzioni e migliorie apportate allo strumento furono brevettate durate questo periodo. Il design rivoluzionario della Steinway e la qualità superiore del lavoro fatto dall'azienda vennero riconosciute immediatamente su scala nazionale. A partire dal 1855, i pianoforti Steinway ricevettero diverse medaglie d'oro in esibizioni fatte negli Stati Uniti ed in Europa. Nell'esibizione di Parigi del 1867 l'azienda vinse la "Gran Medaglia D'Oro D'Onore" sempre per la qualità superiore nella costruzione dei propri strumenti. Tra l'altro, quella fu la prima volta che un'azienda americana vinse quel premio. Nel 1866, Steinway & Sons aprì la prima Hall nella quattordicesima strada, a New York, e, con un auditorium di 2.000 posti, divenne il centro artistico e culturale della città, fino al 1891, anno dell'inaugurazione della Carnegie Hall. Dal 1891 la Steinway & Sons mise pianta stabile nella sezione Astoria del quartiere Queens di New York, dove venne costruito lo Steinway Village, con tutto ciò che serviva per la costruzione dei loro pianoforti: fonderie per la tavola armonica, uffici postali, abitazioni per i dipendenti, e quant'altro. Henry Steinway Senior morì nel 1871 e i suoi figli C.F. Theodore e William presero in mano la gestione dell'azienda. C.F. Theodore era un eccellente pianista, e fu così responsabile della realizzazione e delle migliorie di 41 aspetti del pianoforte, creandoli e migliorandoli personalmente, incluso un brevetto del 1875 che gettò così la base per i moderni pianoforti da concerto. Sempre nel 1880, William aprì uno showroom a Londra. Nel 1875 prende vita la Steinway Haus, insieme ad un altro stabilimento produttivo. Oggi Steinway & Sons produce circa 5.000 pianoforti ogni anno. Principalmente, il mercato è quello nordamericano, anche se non mancano clienti in Europa e nel resto del mondo. La rete di assistenza e vendita asicura tra l'altro il mantenimento degli standard di questi pianoforti adattandoli per le grandi sale da concerto.marquee>

Storia della casa produttrice Falcone

The Falcone piano company was founded by Santi Falcone, a piano technician and rebuilder in the Boston area who, in the early 1980’s, began to build his own grand pianos. Originally from Sicily, Falcone came to the United States at the age of fourteen and began tuning pianos at sixteen. Troubled both by the inferior, mass produced character of many pianos and by the incredibly high prices of the high-quality pianos, he set out to build an instrument that was once of the highest caliber and affordable. Many of the early Falcone pianos were compared to Steinways and were loosely based on Steinway designs. Falcone pianos were known for their warm singing tone. The Falcone piano company was sold and resold a few times and Santi Falcone eventually went into the candy business. In 2001 the Falcone Piano Company was acquired by ASC the American division of the huge 1/3 of a billion dollar Korean Sejung conglomerate. ASC’s goals were to build a piano that fulfilled the initial mission of Santi Falcone, that was to build a piano of high caliber and affordable with a warm singing tone. ASC’s able staff of Korean piano technicians and master builders have as much as 30 years of piano building experience and they channeled that experience into building the Falcone pianos. It was decided early on the Falcone piano should separate itself from the pack in both design and materials. The Falcone pianos have a unique cabinet line and a distinctive leg design. The materials for the Falcone pianos are also unique. To showcase these materials Falcone created their Falcone Georgian Series grand pianos. These pianos have a distinctive African Bubinga wood inner liner on the grand pianos, which adds elegance and beauty to the pianos appearance. The Georgian Series Falcone also feature world famous Abel hammers from Germany, Roslau strings from Germany, gold plated interior hardware for beauty and durability, solid maple caped bridges, and Siberian solid spruce soundboards and on some models Italian Ciresa solid spruce soundboards from the Val Di Feme. Georgian Falcone Series vertical pianos feature Ciresa solid spruce soundboards from Italy, German Roslau strings, German Abel hammers, gold plated hardware and agrafs on every note. Truly, Falcone today is a company offering a premium piano in tone and materials for mid range affordable price. This was the goal of Santi Falcone in 1980 and it is being realized today by the new Falcone pianos. marquee>

Storia della casa produttrice Weber

Albert Weber, founder of the Weber Piano, was born in Bavaria, Germany in 1828. He was early recognized as a genius musician. At the age of sixteen, he attained a notable place among the musicians of this country. His passion for music grew hotter and hotter. Young Weber felt keenly the limitations placed upon his art by inadequacy of exciting instruments. This made him decide to leave for New York in 1844 to find a turning point in his life as a musician. In New York, he saw the possibilities of a great career in the building of really fine musical instruments. To learn the technique of a great career in the building of really fine musical instruments. To learn the technique of construction, he entered the service of Holden, a master piano builder of that day, and later he was associated with Van Winkle, another celebrated piano maker. As a result of pouring laborious efforts, Weber opened his piano shop in New York in 1852, when he was twenty-four years olds. It was a plant, but it marked the beginning of the world famous piano. He built into his piano what he was always proud to call “Weber tone.” A lot of world famous musicians, including opera singers, came to love it. That way, the name Albert Weber now symbolizes the first-rate craftsmanship in making a piano. It is not an exaggeration to say that making pianos with heavenly tones was his reason for existence. He went so far as to refuse to use parts that were not of the highest possible quality in his piano. Everything ranging from employing a technician to selecting raw materials had to meet rigorous standards – all for purpose of improving the sound and quality of his piano. As a result, his craftsmanship of making a piano came to regarded as “art.” On June 25, 1879, Weber died of overfatigue at a young age of fifty. Even after his death, the Weber Piano has secured its position as a product differentiated from others with its continued technological innovations and great craftsmanship. marquee>

Altre marche di pianoforti (soprattutto dell'800)

si trovano al seguente indirizzo:

http://users.telenet.be/lieve.verbeeck/pianos-home.htm

Alcune marche di pianoforti vengono prodotte in più Paesi.

 

Il nome tedesco della marca non costituisce autenticità della costruzione in Germania.

Anzi il nome tedesco viene spesso utilizzato per trarre in inganno l'acquirente.

 

Affinchè il pianoforte sia robusto quasi come un tedesco originale,

deve montare materiali di provenienza tedesca come

  • la meccanica Renner
  • la martelliera Renner o Abel
  • l'acciaio armonico Roeslau.

 

Quindi, con questo elenco, spero di aver fatto un po' di luce

sulla reale qualità dello strumento che si possiede o che si vuole acquistare.

 

 

E, comunque, è sempre meglio scegliere lo strumento insieme al proprio maestro di musica

il quale può provarlo anche dal punto di vista della sonorità

e soprattutto della durezza della tastiera.