Buona lettura...

Novecento

di Alessandro Baricco

La storia del pianista,

mai sceso dalla nave

dov'era nato,

che si esibiva tutte le sere

sul piroscafo che portava

gli emigranti

in America.

L'enigma Vivaldi

di Pedro Mendoza

Lucio Torres è un giovane violinista spagnolo che approda a Venezia per partecipare alle giornate musicali in onore di Antonio Vivaldi, di cui è ammiratore devoto. Nel condurre alcune ricerche nell’archivio del vecchio Ospedale della Pietà Lucio si imbatte in una partitura che sembra del famoso Prete Rosso. Si tratta di un’opera inusuale, a tratti sgradevole e incomprensibile, saggio forse di quella ‘musica del diavolo’ proibita severamente dalla chiesa del tempo. Da ulteriori ricerche Torres viene a sapere dell’esistenza di una setta detta Fraternitas Charitatis che aveva lo scopo di custodire e tramandare conoscenze eterodosse o eretiche. Ben presto Torres con l’aiuto della fidanzata scopre l’affiliazione di Vivaldi alla confraternita ed è indotto a pensare che la partitura nasconda un messaggio tanto importante quanto pericoloso che i due intendono scoprire. Ma non sono i soli...

Il violino nero

di Fermine Maxence

È la fine del XVII secolo. Johannes, genio musicale precoce, rimane ferito nel corso della campagna napoleonica in Italia. Accolto e curato dal liutaio Erasmus, il giovane apprende nuove notizie su Carla Farenzi, una misteriosa dama fugacemente incontrata tempo prima. Il liutaio gli rivela poi il segreto di un violino nero, da lui stesso costruito, che canta con la voce suadente e incantatrice della donna. Dopo averlo sentito suonare la vita di Johannes, come uomo e come artista, resterà incatenata a quella di Carla Farenzi.

Piano-Notes

Il pianista e il suo mondo

di Charles Rosen

Tra gli strumenti della musica il pianoforte spicca come uno dei più diffusi, versatili e, per quanto la cosa possa stupire, incompresi. In questo libro, Charles Rosen, pianista e affabulatore di talento e erudizione, distilla una vita intera di pratica e riflessione per condurre il lettore attraverso la reale esperienza di suonare questo indocile animale da concerto. Partendo da una lucida analisi del rapporto fisico intensissimo che lega il musicista al suo strumento, Rosen affronta uno dopo l'altro i maggiori problemi, gli aspetti meno noti e i grandi miti da sfatare della vita e del mestiere di pianista: il rapporto tra virtuosismo ed espressività, il problema del suono e del timbro, i pregi e i difetti della meccanica, l'esecuzione in pubblico e i suoi trabocchetti, gli studi in conservatorio, splendori e miserie dei concorsi pianistici, l'avvenire della musica per pianoforte. Con un linguaggio sempre leggero e ricco di digressioni e aneddoti, alternando frammenti di storia della musica e dell'esecuzione pianistica a acute osservazioni su composizioni del repertorio classico, racconti spesso di prima mano sui grandi interpreti a considerazioni di estetica e sociologia, Rosen riesce nel miracolo di gettare un fascio di luce inaspettata su un territorio che pensavamo di conoscere già a menadito. La forza di questo libro non è solo quella di stimolare nel lettore, musicista o semplice appassionato che sia, la riflessione critica su una tradizione culturale e musicale, ma di farlo attraverso una solida passione e un contagioso buonumore.

L'ARPA CELTICA DEL SIDHE

di Andrea Seki

Quella di Andrea Seki è la storia di un viaggio nello spazio e nel tempo, seguendo rotte interiori e musicali, sulle tracce dell’Arpa celtica, strumento del passato fortemente legato alla ritualità e alla socialità di alcune aree europee. Il lettore viene guidato attraverso i luoghi dei Celti ripercorrendo il viaggio di ricerca condotto dall’autore. Viaggio che l’ha portato ad avvicinarsi
e a penetrare la magia di uno strumento strettamente legato alla cultura bardica.
Seki racconta la musica che ama in forma di romanzo/saggio/libro-di-viaggio attraverso la storia del suo strumento
e le leggende ad esso legate, ricostruendo tradizioni e analogie
tra le espressioni musicali del mondo celtico (e non solo) e il presente.
Si viene così a scoprire quanto sia viva oggi la pratica dell’Arpa celtica, nella musica popular grazie al moderno bardo Alan Stivell che l’ha introdotta nel rock e a nuove suggestioni come la collaborazione di Myrdhin al progetto della band Afro Celt Sound System, sponsorizzata da Peter Gabriel.

Il pianista

di Wladyslaw Szpilman

Il 23 settembre 1939 Wladyslaw Szpilman, un giovane pianista di Varsavia, suonò il "Notturno in C diesis minore" di Chopin per la radio locale, mentre le bombe tedesche cadevano sulla città. Il rumore era così forte da impedirgli di udire il suono del suo stesso pianoforte. Fu l'ultima trasmissione dal vivo in onda da Varsavia. Più tardi, quello stesso giorno, un ordigno tedesco distrusse la centrale elettrica e la stazione radio polacca fu ridotta al silenzio. La guerra precipitò Varsavia nell'orrore feroce dell'occupazione. Rinchiusi nel ghetto e assediati dalla fame e dalle malattie, gli ebrei furono a poco a poco decimati. Agghiacciato testimone degli eventi che porteranno alla rivolta e all'evacuazione della città, Szpilman vide morire molti dei suoi amici e la sua intera famiglia, riuscendo miracolosamente a sopravvivere tra le rovine della sua amata Varsavia. "Il pianista" è allo stesso tempo la storia straordinaria della tenacia di un uomo di fronte alla morte e un documento della misteriosa, possibile 'umanità' degli esseri umani: la vita di Szpilman fu salvata da un ufficiale tedesco che lo udì suonare quello stesso "Notturno" di Chopin su un pianoforte trovato fra le macerie. Subito dopo la guerra, Szpilman scrisse queste memorie vivide e terribili. Le autorità comuniste polacche, per calcolo politico, le censurarono, bloccandone la circolazione. Oggi, a distanza di oltre cinquant'anni, esse vengono ripubblicate e rese per la prima volta accessibili al pubblico internazionale. A corredo del tenerissimo e implacabile testo originale, nell'edizione attuale de "Il pianista", lettori e lettrici troveranno un altro documento che non ha bisogno di commenti: alcuni frammenti dell'accorato diario di guerra di Wilm Hosenfeld, l'ufficiale tedesco che salvò la vita a Szpilman, pagando questo suo atto di temeraria umanità con la prigionia nei campi POW russi e con la morte. Ritrovato alcuni anni fa dai suoi eredi, questo diario è un 'j'accuse' irrevocabile e insieme struggente. "Il pianista" è un testo splendido e fortissimo, da leggere e far leggere, per non dimenticare e non ripetere le brutture che passano sotto il nome di Storia. Prezioso come "Il diario di Anna Frank" o le memorie per immagini di Charlotte Salomon, "Il pianista" si candida a essere il libro più necessario del secolo scorso. Da questo libro è stato tratto l'omonimo film, diretto da Roman Polanski, vincitore della Palma d'Oro al 55° Festival di Cannes.

Il pianista muto

di Paola Capriolo

In un imprecisato paese sul mare, in Inghilterra, l'infermiera di colore Nadine trova un giovane sui vent'anni in stato confusionale e lo porta nell'ospedale psichiatrico in cui lavora, dove viene assistito. Il misterioso giovane non parla, non scrive, non ha un'identità riconoscibile, ma disegna un pianoforte, e quando viene messo di fronte allo strumento reale, nel "giardino d'inverno" dell'istituto, comincia a suonare meravigliosamente, come non avesse mai fatto altro in vita sua. Tutti i pazienti, i medici e gli infermieri che assistono alla sua esibizione ne restano profondamente colpiti, a partire dallo psichiatra che dirige il centro, il quale ne parla a un collega più anziano e in breve trasforma questo insolito caso clinico in un fenomeno mediatico di massa. La musica suonata dal giovane ha infatti uno straordinario effetto terapeutico, è in grado di "sbloccare" i pazienti dell'istituto, di metterli a confronto con il bene e il male delle loro esperienze vissute; e fra essi, soprattutto il signor Rosenthal, ex deportato nei lager nazisti, che narra la sua vicenda in cui la musica svolge un ruolo essenziale quanto ambiguo e inquietante. Mentre il mondo si interroga sul mistero dell'uomo sorto dal nulla, Nadine cerca in ogni modo di restituirgli il senso della propria esistenza. Ma il segreto che il pianista muto cela in sé è evanescente come la musica in cui egli esprime la realtà insondabile del suo inconscio.